Rassegna Stampa

SIMENZA E’ (ANCHE) FORMAZIONE

Sabato 13 aprile presso l’agriturismo “Bergi” a Castelbuono si terrà il primo corso Il primo corso di formazione di Simenza sugli aspetti legislativi, tecnico-pratici, agronomici e qualitativi legati al settore dei
grani antichi.

Il corso è molto atteso perché si tratta del primo tentativo in assoluto di formare quanti vogliono cimentarsi nel percorso per diventare agricoltori custodi e per tutti coloro che vogliono migliorare le proprie
conoscenze circa gli aspetti agronomici e qualitativi di questi grani autoctoni.

Il corso sarà tenuto da Giuseppe Li Rosi e Paolo Caruso, rispettivamente presidente e direttore tecnico di Simenza che rappresentano, per vari aspetti, dei riferimenti nel settore dei grani antichi.
Giuseppe Li Rosi è stato il primo soggetto in Sicilia ad essere insignito della qualifica di agricoltore custode, avendo diversi anni fa iscritto le tre varietà, Timilia, Strazzavisazz e Maiorca, al Registro Nazionale delle specie da conservazione.

Paolo Caruso collabora da anni presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania, ed è coautore di diversi lavori incentrati sul tema dei grani antichi.
Proprio a quest’ultimo abbiamo rivolto alcune domande circa il progetto di formazione di Simenza in questo settore.

Come nasce l’idea di organizzare questo primo corso sugli aspetti legislativi , tecnico-pratici, agronomici e qualitativi sui grani antichi?

Il progetto di formazione di Simenza parte dalle continue richieste dei nostri soci e simpatizzanti circa la possibilità di arrivare a delle informazioni che spesso sono di difficile se non impossibile reperimento. Siamo quotidianamente oggetto delle domande più disparate su questi temi e siamo giunti alla conclusione che
era opportuno iniziare a fornire delle indicazioni, di carattere tecnico e scientifico, che potessero aiutare gli interessati nella propria professione. Ovviamente il corso è una delle tante attività che Simenza svolge in quest’ambito, stiamo già pensando a una serie di ulteriori appuntamenti formativi che coinvolgeranno esperti nei vari settori, in grado di aiutarci nel miglioramento delle conoscenze.

Quali sono secondo lei le maggiori difficoltà che gli agricoltori trovano per produrre grani antichi?

Il problema più urgente è senz’altro il reperimento di seme certificato, senza il quale non è possibile coltivare e trasformare questi prodotti nell’alveo della legalità.
Ad oggi sono infatti state iscritte 21 varietà al Registro, ma in realtà la disponibilità di seme certificato è molto limitata. Una delle finalità del corso sarà quella di indicare ai partecipanti quali sono le regole e gli
accorgimenti tecnici necessari alla produzione di materiale da riproduzione per se o per altri.
Abbiamo constatato che sovente ci si ferma alla fase burocratica dell’iscrizione dei grani antichi al registro, mentre l’aspetto più delicato della riproduzione effettiva del seme viene presto abbandonato per scarsa conoscenza degli adempimenti, mancanza di attrezzature o difficoltà tecniche.

Nella parte a valle della filiera quali sono invece le criticità più frequenti?

I trasformatori di prodotti a base di grani antichi trovano spesso delle difficoltà nel reperire informazioni relative alle caratteristiche qualitative e tecnologiche degli sfarinati da lavorare, esistono pochi studi al riguardo che, tra l’altro, non riguardano la totalità delle più di 50 varietà di grani antichi siciliani. In questi casi ci si arrangia empiricamente senza spesso avere informazioni esatte.
Tenteremo anche in questo caso di fornire delle notizie utili

Cosa vede lei per il futuro del settore dei grani antichi?

Ritengo che questo settore stia vivendo una fase decisiva per il suo potenziale sviluppo. Ci possono essere notevoli potenzialità per alimentare quella che attualmente è più che una speranza per il comparto cerealicolo siciliano. Ma occorrono delle strategie affinchè questo percorso non venga ostacolato in maniera definitiva. E’ di vitale importanza chiudere le filiere per poter permettere un’adeguata
programmazione delle semine e impedire la mancata vendita o la svendita del prodotto raccolto.
Occorrono altresì delle risorse finanziarie destinate alla ricerca che in questo settore è stata ferma per lungo tempo.
Non possiamo tollerare che gli enti di ricerca della nostra Isola facciano fatica a reperire fondi per analizzare le caratteristiche qualitative dei grani antichi siciliani e fronteggiare studi sulla cui imparzialità ci sono fortissimi dubbi ma che riescono comunque a condizionare parte dell’opinione pubblica.

Per informazioni e prenotazioni al corso chiamare il 3291666287 o inviare una mail a info@simenza.bio.

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